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3 febbraio 2012


Controllo posturale , la prima qualità che alleni a piedi nudi


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Movimento Umano e Funzione, Sport Vision, Z-Health

Alessandro Ore: 05:57

Prima di allenare muscoli, ossa, sfoggiare scarpe minimali, calli invidiabili, o completini da corsa nuovi, c’è una qualità che allenate ogni volta che consciamente praticate le vostre routine di allenamento (camminata, corsa ecc.) a piedi nudi.

regredire ad una scarpa minimale, per progredire verso uno stile di corsa più efficiente

regredire ad una scarpa minimale, per progredire verso uno stile di corsa più efficiente

Molti medici, terapisti e persone che “lavorano†sul corpo umano, concordano sull’importanza di equilibrio e postura.
Specialmente nelle attività quotidiane, come camminare, sedersi, rimanere in piedi, equilibrio e postura sono ritenuti di primaria importanza, per come influenzano la qualità della nostra vita.

Alla luce di ciò, non esiste però una definizione comune, su cui si possa convenire per definire esattamente i meccanismi neurali che  sottostanno al controllo di tali funzioni.

Negli ultimi dieci anni, la ricerca su equilibrio e controllo posturale, si è espansa ed ha preso sempre più piede.

Forse grazie a questa continua ricerca e commistione di teorie/idee, la comprensione di postura ed equilibrio e dei disordini correlati continueranno a perfezionarsi, specialmente per quanto riguarda appunto la connessione dei meccanismi neurali, che sembra un campo in costante divenire.

In linea generale, possiamo affermare che: il controllo posturale/equilibrio, emerge dall’interazione di un individuo, con l’ambiente ed un compito motorio.

L’abilità di controllare il corpo nello spazio è  un costante scambio interattivo tra “sistema neurale” e “sistema muscoloscheletrico”, cui potremmo riferirci come “sistema di controllo posturaleâ€.

Definire “controllo posturle†prego!

Per capire il controllo posturale di un individuo, serve capire qual’è il fine di tale controllo, ed esaminare l’effetto che l’ambiente esterno esercita.

Il controllo posturale
, ha come principali obbiettivi, il controllo della posizione del corpo nello spazio per:

  • garantire stabilità ( utilizzando una completa mobilità come presupposto basico)
  • garantire la capacità di orientamento


La capacità di orientamento posturale
potremmo definirla come l’abilità di mantenere un’appropriata relazione tra l’ambiente circostante ed il corpo e un’appropriata relazione tra i segmenti che compongono il corpo stesso del soggetto.

Per la maggior parte dei compiti motori funzionali, manteniamo un orientamento verticale rispetto all’asse di orizzonte. La componente sensoriale, per il mantenimento della verticalità è costantemente in gioco:

  • gestione della forza di gravità (apparato vestibolare)
  • la superficie d’appoggio ( sistema propriocettivo)
  • relazione spaziale tra il corpo, l’ambiente e i suoi elementi ( sistema visivo)

Quella che abbiamo definito come stabilità può diventare una componente importantissima proprio nel tentativo di definire l’equilibrio dato che possiamo comprendere la stabilità come:


capacità di controllare il proprio centro di massa in relazione alla base di supporto

La proiezione verticale del CEM (centro di massa ) è definito centro di gravità.

La base di supporto , corrisponde generalmente all’appoggio che il nostro corpo ha su di una superficie.

Esiste perciò un centro di pressione, cioè un centro di distribuzione del peso e delle forze applicato alla superficie di supporto (il suolo terrestre…).

E’ il sistema nervoso a generare forze per controllare il movimento del CEM; più movimento è richiesto più il centro di pressione dovrà muoversi attorno/sotto al CEM.

La Relazione tra centro di massa (CEM) e centro di pressione ( CDP), fornisce molte più informazioni di quanto non facciano i singoli elementi, dato che è la dianmicità, a definire equilibrio e postura.

La stabilità può essere rappresentata come la distanza scalare (su un piano cartesiano) tra il centro di massa e il centro di pressione in un preciso momento nel tempo e nello spazio.

Un’eccessiva distanza tra CEM e centro di pressione può dunque essere visto come un campanello d’allarme per il sistema nervoso, che governerà il sistema di controllo posturale per garantire il controllo dell’equilibrio.

Usare l’interazione tra centro di massa e centro di pressione si rivela dunque l’alleato migliore per valutare l’efficienza del controllo posturale di un soggetto.

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10 gennaio 2012


Cibo Vero! Parte terza


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Movimento Umano e Funzione, Senza categoria, Z-Health

Alessandro Ore: 23:56

Pollo delle mie brame e qualcosa sul reame…

I polli sono animali onnivori. Non hanno problemi quindi con il granturco. In una fattoria come si deve, girano libere, bene attente a dove le mucche fertilizzano il suolo, in cerca di qualche larva.

Corrono dietro a cavallette, grilli, piccole lumache. Si nutrono di erba, radici fiori e a loro volta si lasciano alle “spalle†utile concime per il suolo.

Potendo razzolare all’aperto, i suddetti polli, ricevono abbondanti dosi di vitamina D durante il giorno. Al tramonto, tornano nei loro pollai, al riparo attendendo un’altro nuovo giorno nella fattoria. Non male per un pollo!

Un pollo felice, su libero suolo...

Un pollo felice, su libero suolo...

(continua…)

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6 gennaio 2012


Easy Strength experiment


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MOTIVAZIONE!, Movimento Umano e Funzione, Senza categoria, Z-Health

Alessandro Ore: 05:18

Più in basso troverete un paio di video, di due turkish get up.

Generalmente eseguo il TGU come movimento di preparazione ad una seduta di pratica.

Eseguo 5-6 singole per lato, rilassandomi e concentrandomi sul movimento. Appena avverto eccessivo affaticamento nel movimento passo ad altro.

Oggi ho chiuso un 50kg a destra e a sinistra con sufficiente agio, utilizzando un bilanciere da 220cm.

Il mio peso corporeo è di 72kg +/- 0.6kg.

Sarei contento, mantenendo l’esercizio, in modalità “threat modultation” (eseguendolo diciamo da “rilassato”) di arrivare sui 55-60 kg con una forma d’esecuzione “buona”.

Voglio essere come ZorroZorroZorro...no aspetta: come la Formica Atomica!

Voglio essere come ZorroZorroZorro...no aspetta: come la Formica Atomica!

(continua…)

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26 ottobre 2011


Ne ammazza più lo stress che il colesterolo!


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Correre a piedi Nudi, Movimento Umano e Funzione, Z-Health

Alessandro Ore: 03:25

Ormoni, stress cronico e cuore. Sembra la mricetta per un horror movie perfetto…

ma no una mano così...me devi dà na mano in senso mfigurato!

"ma no una mano così"..."me devi dà na mano in senso mfigurato!"

Nello scorso articolo, il classico incontro serale, cittadino, con un leone, è stato esempio per discutere della cascata ormonale, mediata dall’azione di difesa-sopravvivenza, del nostro cervello.

Ironie a parte, però, i problemi dell’uomo oggi dì sono ben altri. Non è facile imbattersi in felini di così ragguardevoli dimensioni.

Molto più facile imbattersi in un mutuo trentennale per la casa, in problemi personali o lavorativi.

Ora, il nostro sistema di “difesa†replica ciò che ci ha permesso negli ultimi  (  almeno ) trecentomila anni, di sopravvivere e riprodurci.

Al sistema di risposta allo stress che abbiamo a disposizione, non importa se ci troviamo davanti ad un leone, ad una rata del mutuo o ad una multa.

La risposta messa in atto comprenderà comunque una funzione cardiovascolare alterata, pronta, come abbiamo visto a ridirigere sangue verso le gambe (per fuggire) o ad altri muscoli ipoteticamente utili per l’azione.

A molti sembra curioso. A qualcuno sembra anche potenzialmente dannoso, e forse i giusti presupposti per preoccuparsi ci sono tutti!

The Stress Connection

Potrebbe dunque esserci un legame tra stress cronico, aumento della pressione sanguigna, cattivi pattern respiratori e problemi cardiovascolari?

Incomprensibilmente la respirazione apicale e “disfunzionale†non è considerata come qualcosa di patologico dalla medicina ufficiale. I problemi cardiocircolatori vantano invece un macabro risultato nelle statistiche di mortalità nel mondo occidentale.

Sta cosa della respirazione, per noi vulcaniani è inconcepibile...

"'Sta cosa della respirazione, per noi vulcaniani è inconcepibile"...

So che i roghi per gli eretici non sono più “en vogueâ€, il capitolo respirazione è importantissimo infatti, per intanto però tenete presente che attraverso il sangue avviene anche il trasporto di ossigeno…e ricordate che glucosio e ossigeno sono i due carburanti principali cui il cervello, e non solo il cuore, si affida.

Torniamo alla pressione sanguigna ora.  Come: cattiva gestione dei livelli di stress e cronica esposizione al distress, possa nel lungo termine favorire problemi cardiovascolari.

Diciamo che il cuore, non fa tutto quello che fa il cervello.

E’ molto bravo a pompare sangue nei vasi sanguigni e aiutare il trasporto di nutrienti, nessuno lo mette in dubbio, ma non fa tutte quelle cose “pazzesche†che fanno quei 400/500g grigiastri su nel cranio.

Quando siamo stressati dunque, la pompa (cuore) viene fatta lavorare più duramente, anche se ciò non avviene per periodi di tempo protratti, ma si ripete con gran frequenza, la nostra pompa, comincerà a dare segni di usura.

Starway to heaven…ammazza che cattiveria!

Il primo passo, generalmente è rilevabile nei livelli di pressione ematica cronicamente elevati.

Si definisce solitamente ipertensione.

In questo caso la pressione sistolica (quando il sangue lascia il cuore) è sopra i 140mmHg, e la pressione minima, o diastolica (quando il sangue torna al cuore) è superiore a 90mmHg.

Quindi se brevi episodi di stress, causano un aumento della pressione, protratti o cronici episodi di stress, causeranno cronici aumenti della pressione, la ricetta perfetta perm conclamare l’ipertensione.

Le cose qui, si fanno ancora più fitte però!

I vari vasi sanguigni, hanno infatti il compito di regolare il flusso sanguigno verso i vari distretti corporei, assicurando adeguati e “costanti†livelli di ossigeno e nutrienti.

Se la pressione è costantemente elevata, e quindi cronicamente, la forza con cui il sangue passa tra i vasi è più alta della norma, i vasi stessi dovranno “lavorare” di più per regolare e distribuire il flusso ematico.

In due parole è più facile reggere in mano la canna che usate per innaffiare il giardino che uno degli idranti di cui sono dotati i mezzi dei Vigili del Fuoco!

Questo è ciò che accade ai suddetti vasi. Abbiamo bisogno di un maggior controllo; da dove arriverà codesto controllo?

Da muscoli!

Lo strato di muscolatura, attorno ai vasi sanguigni, diventerà più spesso, di conseguenza i vasi stessi diverrano più rigidi, più resistenti, alla forza del fluido ematico. Anche questo aumenterà la pressione, Il che aumenterà ancora la forza necessaria per “controllare i vasi†E via così…in un circolo vizioso!

Vista la spirale sopracitata, il sangue tornerà con maggior forza verso il cuore. Ogni volta. Visto che questi vasi, “rinforzati†lo spingono con sempre più vigore.

Alla lunga le pareti cardiache, non saranno contentissime di incontrare sempre questo “tsunami†di ritorno. E questo ( come nell’allenamento “di forzaâ€) genererà un inspessimento delle pareti interessate. La così detta ipertrofia del ventricolo sinistro.

Vuoi un nuovo nome per la tua band? -ipertrofiaventricolaresinistra suona male?

"Vuoi un nuovo nome per la tua band?" -"ipertrofiaventricolaresinistra suona male?"


In sostanza, come con i vasi, la risposta di adattamento produrrà un aumento dello spessore delle pareti della parte del cuore definita ventricolo sinistro.

Avremo quindi una certa assimmetria a livello cardiaco. Potrebbe quindi aumentare la possibilità di sviluppare un ritmo cardiaco irregolare. La cosa peggiore è che la parete ventricolare potrebbe inspessirsi così tanto, da richiedere più sangue di quanto le arterie coronarie ne possano portare.

Dopo anni e anni di controlli, uno dei migliori indicatori per predire il rischio di problemi cardiaci pare essere proprio l’ipertrofia ventricolare sinistra.

Tutta questa “pressione altaâ€,  ( ipertensione ) non è una buona cosa nemmeno per i vasi sanguigni.

Una peculiarità del sistema circolatorio è quella di avere grandi vasi (pensate all’aorta discendente) che si ramificano fino a diventare vasi sempre più piccoli, fino a diventare numerosi e minuscoli capillari.

Questo processo di “divisione†progressiva è chiamato biforcazione. Ad indicare che ogni vaso si trasforma in vasi più piccoli. Basti pensare che nel corpo nessuna cellula ha una distanza di più di altre 5 cellule da nun vaso sanguigno.

Questo non sarebbe di per se un problema, semplicemente una caratteristica del sistema circolatorio.

In realtà la dove abbiamo dei punti di biforcazione, il tessuto è più esposto ad eventuali “infortuniâ€.

I punti di biforcazione infatti devono generalmente gestire dei livelli di pressione del fluido ematico, più importanti.

Se già normalmente nei punti di biforcazione la pressione è più elevata, figuriamoci, quando i livelli di pressione sanguigna, salgono a causa di prolungati periodi di stress.

E’ possibile infatti che aumentando la pressione, in questi punti di snodo, si verifichino delle vere e proprie microfratture. La copertura interna dei vasi, comincia a danneggiarsi e piano piano si creano delle piccole lesioni.

Quando lo strato interno è danneggiato, comincia ad innescarsi una risposta infiammatoria, le cellule del sistema immunitario che mediano casi infiammatori, cominciano quindi ad aggregarsi nel sito lesionato.

In loco, inizia a la formazione delle così dette foam cells, cellule schiumose ricche di lipidi.

Il sistema nervoso simpatico rende il sangue più viscoso, attraverso l’adrenalina che rende più facile l’aggregazione piastrinica.

Precedentemente abbiamo visto come, durante episodi di stress, sia funzionale, liberare una certa quantità di nutrienti nel torrente ematico. Glucosio e acidi grassi, tra cui i vari particolati del colesterolo HDL ed LDL.

Tutta questa “roba†circolante in loco, dove la risposta infiammatoria si è scatenata avrà ora la possibilità di creare una bella placca arteriosclerotica. Fin troppo facile per i miei gusti…

Vento d’estate…mi sono perso.

Non temete, nel paragrafo precedente si voleva semplicemente far notare, come sia facile promuovere la formazione di placche artereosclerotiche attraverso un aumento della pressione dovuto alla “cattiva gestione†cronica dello stress.

Da qui capite come sia facile attribuire semplicemente ad un certo tipo di lipoproteine ( LDL generalmente, Lipoproteine a Bassa Densità – Low Density Lipoprotein) la “causa†di molti problemi cardiocircolatori o correlati.

In realtà solo il 50% di chi ha elevati livelli di LDL è colpito da problemi cardiovascolari.

La percentuale è alta, ma non determinante.

Sembra essere un indicatore più affidabile, allora, la quantità di danno e infiammazione vascolare, a cui progressivamente seguirà la formazione di placche.

strafogarvi di junk food, non è condurre un esperimento scientifico sulle lipoproteine a bassa densità!!!

strafogarvi di junk food, non è condurre un esperimento scientifico sulle lipoproteine a bassa densità!!!


Se anche mangiate una carovana di uova al giorno, ma le vostre arterie e i vostri vasi godono di ottima salute, e non sanno cosa sia l’infiammazione, e il colesterolo LDL non sa a cosa legarsi, dato che non ci sono danni, sarà molto difficile che si formino placche arteresclerotiche.

Non sto dicendo ingozzatevi di uova o dando consigli laddove non posso di certo. Vorrei solo far notare con un’iperbole che l’infiammazione e il danno vascolare, uniti ad un’ipertrofia ventricolare sinistra e ad ipertensione…sono un mix più “pericoloso†del singolo fattore su cui molti si focalizzano e si disperano.

Si è visto infatti come, con livelli perfettamente entro i range di LDL, ci sia la formazione di placche in soggetti con un danno vascolare invece rilevante.

Come misurare la quantità di iniammazione?

Una proteina, chiamata proteina C-ReattivaCRP, sembra essere piuttosto efficace. Difatti viene normalmente usata dai medici.

Questa proteina arriva infatti nei siti vascolari daneggiati e amplifica la cascata infiammatoria. Tra le altre cose (simpatia portami via n.d.r.) aiuta ad “intrappolare†il colesterolo LDL nel sito dell’infiammazione.

Get more social!

ahh, la dura vita sociale...spulciare o farsi spulciare...me misero, me tapino!

"ahh, la dura vita sociale...spulciare o farsi spulciare...me misero, me tapino!"

Senza sconfinare, l’esposizione crnica allo stress, può causare ipertensione e arteriosclerosi. Pauroso vero?

Un fisiologo, il Dott. J. Kaplan, ha mostrato come anche solo, lo stress sociale, possa creare ipertensione e arteriosclerosi nei primati.

La sua ricerca deriva da una precedente ricerca fatta sui ratti da un altro fisiologo, James Henry.

La ricerca sui primati, rende i dati preoccupantemente più vicini a noi umani.

Una volta stabilita una gerarchia sociale, in un gruppo di primati, l’ultimo vostro desiderio è occupare il “fondo della classificaâ€!

Per un essere “sociale†come l’uomo, significa due cose:

  • essere soggetto a stress di ipo psicologico ha lo stesso effetto che essere soggetto a stress di tipo fisico

  • essere soggetto a stress di tipo sociale ( o psicosociale) sortisce effetti del tutto simili a quelli dati dallo stress fisico

Gli animali più a rischio, per ipertensione e artereosclerosi erano generalmente quelli più “subordinati†gerarchicamente (..sembrava così una brvava persone…prima di sterminare 15 persone… n.d.r.).

A sorpresa, però, anche gli animali che stavano in cima alla gerarchia sociale, non se la passano benissimo.

Se abbiamo un gruppo sociale di primati, è normale che ci sia una certa competizione nelle sfere gerarchiche più altre. Quindi la paura di perdere la propria posizione e la costante attenzione a non perdere i propri privilegi, stimolava una risposta allo stress negativa.

Quindi non importa se siate in cima, o in fondo alla piramide sociale, lo stress psicologico, o sociale, può essere causa di problemi fisici legati all’apparato cardiovascolare, in ogni caso…l’ottimismo vola, no?

La bibliografia correlata, è ricca di patologie cardiocircolatorie correlate , dalla trombosi, all’ischemia miocardica (manca sangue , e quindi ossigeno e glucosio, al cuore stesso).

Non voglio certo soffermarmi sulle varie “ macabre complicazioniâ€.

Visto però che abbiamo parlato della “sovra attivazione†del sistema cardiovascolare, in un contesto di stress cronico. Che cosa succede, quando non riusciamo a spegnerlo, ogni volta dopo unepisodio di stress?

Con l’attivazione del nervo vago da parte del sistema nervoso parasimpatico (una delle tre parti del sistema nervoso autonomo) il cuore comincia a “rallentareâ€.

Il fatto è che il sistema nervoso autonomo è come un’auto, usare freno ed accelleratore allo stesso tempo non ha senso.

Se il sistema nervoso simpatico, stra-lavora (gli episodi di stress sono molto, “troppo†frequenti), il sistema parasimpatico, non riuscirà mai a rendere efficace la propria azione.

Anche in quei brevi momenti di non-stress, il sistema parasimpatico farà molta fatica,  ad avere voce in capitolo.

Come capire che il nervo vago, non fa il suo dovere e non riesce ad attivare una risposta parasimpatica?

Prendete un soggetto, dategli uno stressor; diciamo fatelo correre, come un criceto su un treadmill e osservate quanto ci mette a recuperare, monitorando battito, inspirazioni ed espirazioni.

Quando inaliamo, generalmente il sistema simpatico “ si attivaâ€, quando esaliamo il sistema parasimpatico “ si attivaâ€, semplicisticamente.

Quindi inspirando il ritmo cardiaco, per azione del sistema simpatico, aumenterà; espirando il ritmo cardiaco, per attivazione del parasimpatico, diminuirà. Ecco perchè ad esempio molte forme di meditazione sono costruite intorno alla respirazione e danno enfasi proprio all’atto espiratorio.

In questo modo il ritmo cardiaco sarà più serrato durante l’inspirazione che durante l’espirazione.

Ma cosa accade se il sistema simpatico, iperattivo, inibisce la capacità del sistema parasimpatico di attivare il nervo vago e “rallentare†il ritmo?

Anche esalando, il ritmo cardiaco, non diminuirà.

I cardiologi usano degli appositi strumenti per monitorare gli intervalli tra i battiti.

Più gli intervalli sono regolari, senza variazioni, più il sistema simpatico ha preso il sopravvento, più gli intervalli, si dilatano durante l’espirazione, più abbiamo un’azione bilanciata tra sistema simpatico e parasimpatico.

Per capire se un atleta è eccessivamente stressato può bastare un buon cardiofrequenzimentro e un po’ di terra da correre a velocità standard….

A si, avevo detto che non avrei parlato di respirazione!

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25 ottobre 2011


Ormoni e risposta allo stress.


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Z-Health

Alessandro Ore: 03:59

Abbiamo parlato di neurotrasmettitori, neuropeptidi ed ormoni.

Ok, ok, gli ormoni sono prodotti da ghiandole ed una delle principali per segnalare o inibire la produzione di ormoni pare essere la ghiandola pituitaria … ma chi da gli ordini alla pituitaria?

ehm...si, si: Sarkopoleone Bonaparte

ehm...si, si: Sarkopoleone Bonaparte

Non alzate la mano con il vostro nuovo completo da Napoleone Bonaparte non siete credibili!

(continua…)

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3 ottobre 2011


Non Varcate quella soglia…La soglia di “Threatâ€. Parte 2


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Alessandro Ore: 03:07

Come abbiamo rapidamente discusso nell’articolo precedente ( clicca qui ) abbiamo due principlai sistemi neurali che ci spingono a ricercare una ricompensa positiva (che sia adattamento ad uno stress, risultati atletici, personali, cessazione di un dolore che ci tormenta da settimane ecc.).

  1. Il Primo sistema: basato sulla dopamina.

  2. Il Secondo sistema : basato su diversi altri neurotrasmettitori e neuromodulatori.

Questi due sistemi neurali sono interconnessi e necessari alla sopravvivenza stessa.

La capacità di continuare a fare qualcosa che percepiamo come positivo (esercizio fisico, meditazione ecc.) è dato proprio dall’â€accorgersi†di come queste attività ci diano un senso di forza e vitalità, percepite, come ricompensa e quindi ricercate.

Qualcuno diceva: “La vita è sofferenzaâ€. Credo che per il SNC sia più vero : “ la continua ricerca del piacere attraverso ciò che percepiamo come ricompensa: è sofferenzaâ€

Ok, ok, la mia “versione integrale†non è così ad effetto ma spiega molte cose.

Passate col puntatore del mouse, senza cliccare, sulla foto per capirne il denso significato

Fermatevi per 3 secondi col puntatore del mouse, senza cliccare, sulla foto per capirne il denso significato

(continua…)

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6 settembre 2011


A me gli Occhi!


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Alessandro Ore: 03:46

Se i tuoi atleti hanno un cervello…tutto è allenabile!

Ehmmm...parliamo di cervelli umani qui...

Ehmmm...parliamo di cervelli umani qui...

Una delle capacità del Sistema Nervoso Centrale, che più ha caratterizzato l’evoluzione della razza umana, è la capacità anticipatoria. Fondamentale per la sopravvivenza e quindi legata a doppio taglio alla vita umana stessa e al fatto di possedere un cervello.

La capacità di anticipare e predire, in un certo senso, effetti e conseguenze nell’ambito di un task motorio-sportivo è determinante.

(continua…)

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29 agosto 2011


E’ una questione di una certa…gravità…per sostenerla è necessario…equilibrio!


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Correre a piedi Nudi, Movimento Umano e Funzione, Sport Vision, Z-Health

Alessandro Ore: 05:26

Ogni individuo segue un percorso, un processo di sviluppo.

Ogni fase dello sviluppo di un individuo ha un impatto funzionale sulla costruzione della sua architettura cerebrale e mentale.

L’apprendimento cognitivo e i rapporti sociali, mediati dalle emozioni possono essere compromessi se lo sono alcune fasi dello sviluppo.

Anche se…questo può essere vero per alcuni, ma non per tutti.

Non è il solo processo di “crescita†che forma l’individuo, anche gli input che riceve.

Efferenze ed afferenze contano nella continua formazione della macchina umana e della sua centralina.

Negli stadi iniziali l’importanza del movimento, delle esperienze sensoriali/ propriocettive, della musica,le opportunità offerte dall’ambiente possono creare un’ottima base per qualsivoglia apprendimento futuro.

Lo sviluppo motorio del primo anno di vita, sembra disegnato, come un sistema operativo integrato, per scoprire e raffinare quelle abilità motorie che serviranno ad esempio per apprendere il linguaggio.

La creatività che sta dietro l’acquisizione di linguaggio umana è una caratteristica talmente forte della nostra specie, che può essere vista come un’abilità che occupa il 100% delle nostre risorse. Fisiche e mentali.

Ancora una volta l’integrazione più completa tra corpo e “mente†si compie nell’esperienza fisica, prima di tutto. Il movimento come vera prima manifestazione vitale.

In un epoca di genitori che lavorano al computer e di figli che giocano “al computerâ€, l’esigenza di riutilizzare il movimento, come parte integrante delle nostre giornate, diventa un dovere per la salute psicofisica di ogni Essere Umano.

Rock n roll??? ... Floorn roll!!!

Rock 'n' roll??? ... Floor'n' roll!!!

Let’s Roll!

(continua…)

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11 agosto 2011


SMARTER THAN PAIN!


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Alessandro Ore: 04:25

più furbi del dolore, più forti dei vostri limiti!

Classico esempio: l’animale in gabbia.

Im Still just a Rat in Cage!

I'm Still just a Rat in Cage!

In pochi metri di spazio, generalmente ogni essere viede peggiorare drasticamente la qualità della propria vita.

Addirittura trovandosi lontano dal suo ambiente naturale un animale può presentare gravi segni di apatia fino a lasciarsi letteralmente morire.

Quando parliamo di ambiente naturale, parliamo di tutto ciò che fa parte della vita di quell’animale. Non solo le piante che preferisce, la temperatura a cui normalmente prospera e il clima a lui più congeniale.

Quando parliamo di ambiente naturale, includiamo anche la capacità di interazione con l’ambiente, che ogni animale ha.

L’interazione con l’ambiente, avviene attraverso il movimento. Il corpo dell’animale è l’interfaccia attraverso cui il movimento comunica e si relazione con l’ambiente circostante.

(continua…)

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19 luglio 2011


Barefooting, neuropeptidi e cervello che va dovunque!


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Correre a piedi Nudi, Movimento Umano e Funzione, Z-Health

Alessandro Ore: 05:05

Bare…?Barefooting? Non è una sorta di andatura a metà tra la camminata e la corsa, di un agente di pompe funebri.

Barefooting, vuol dire correre/camminare a piedi nudi.

Molta gente quando ti vede in giro in Vibram FiveFingers o a piedi nudi, a correre o a spasso con i cani, ti scruta, chiosa, e ti cataloga con un sorriso. A metà tra la simpatia e la follia insomma.

Un paio di buoni argomenti su cui discutere ci sarebbero.

Parlare ancora un pò di neuropeptidi ci aiuterà! (date un occhio in fondo a quest’articolo se vi è sfuggito)

No no...nessuno ha chiamaaatooo...il tuo stile non è BareFooting...

No no...nessuno ha "chiamaaatooo"...il tuo stile non è BareFooting...

(continua…)

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