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» Missione


Alessandro AffriLa mia missione è ricostruire degli schemi di movimento efficiente, laddove siano stati persi.

Ogni soggetto è per me un’atleta, non importa se penna e tastiera siano i suoi soli strumenti, ogni essere umano, dotato di un corpo sano, dovrebbe essere in grado per la sua salute psicofisica, di muoversi in libertà, esprimendo quella che secondo me è la primordiale natura umana: la capacità di trasferire in azioni, capaci di influenzare l’ambiente circostante, i propri pensieri, agendo in completa libertà e attraveso una completa e intima connessione al proprio corpo.

Questo è sicuramente valido per un professionista, che non lavora con il proprio corpo, a maggior ragione è valido per atleti di elite o per persone impegnate in compiti tattici (soldati, polizia…) che dovrebbero maneggiare con disinvoltura l’ABC dei propri movimenti per assurgere a obbiettivisempre maggiori e/o specifici.

Osservare con attenzione le capacità di base e sport specifiche, bilanciando le due, in modo da ottenere una base che sorregga tutte le abilità specifiche richieste dal proprio sport.

Il tutto nel rispetto di un’integrità fisica che garantisca longevità sportiva e conseguente realizzazione dei risultati.

Eliminare ogni dispersione di energia (inefficienza) per garantire la massima performance, prima ancora di migliorare le caratteristiche che il proprio sport richiede.

Questo per me vale per il calciatore o per l’avvocato.

Per ogni essere umano munito di un corpo con dignità di muoversi nello spazio,  il lavoro deve essere mirato alla massima resa del proprio “sistema” , su di un campo da gioco o in un ufficio, quello che conta è il movimento, l’essere umano e la sua espressione.

La forma segue la funzione, è un’assunto che deriva dalla legge di specifico adattamento a domanda imposta (SAID principle) un corpo forte ed efficiente,  possiede un aspetto totalmente differente da un corpo debole, e come tale si esprime.




Strumenti

Primo, usare il corpo.

KettlebellsSiamo talmente abituati a “sentirlo” che abbiamo smesso di ascoltarlo come si deve.

Migliorare la nostra attenzione verso il nostro corpo è necessario per sviluppare qualsiasi abilità specialmente in ambito fisico.

Ho una certa predilezione per i kettlebells e tutti gli strumenti, che oggi và di moda chiamare “funzionali” che riportano l’attenzione su come ci muoviamo e utilizziamo il corpo.

I kettlebells permettono di utilizzare una gran varietà di esercizi balistici di potenza o di esercizi di forza, e utilizzandoli semplicemente come uno strumento al servizio del nostro corpo, possiamo ottenere enormi risultati nei più svariati ambiti della forza, della potenza e della resistenza.

Basicamente un peso munito di maniglia, in trecento anni, con fogge o nomi differenti, i kettlebells hanno accompagnato lo sviluppo della forza di quei curiosi che vi si accostavano.

Mi hanno incuriosito e ne sono rimasto catturato, da allora non ho mai smesso di usarle e farle usare.

Portatili, versatili e discrete, non lasiano mai un movimento in secondo piano, tirano fuori i punti deboli qualsiasi movimento, e per me: l’allenamento  è allenare i punti deboli.

Ma anche i kettlebells non sono uno strumento magico o la cura di tutti i mali, osservare come il nostro corpo si muove è il miglior indicatore sempre!




» Metodo:


Lavorare sull’individuo.

Un qualsiasi animale, tenuto in cattività, non è capace di esprimere totalmente, ciò che in natura potrebbe liberamente manifestare.

L’uomo, grazie ad un’evoluzione senza pari sulla faccia della terra è stato in grado di costruire situazioni di civilizzazione  che lo hanno progressivamente allontanato dalla sua più profonda natura.

Sicuramente un certo adeguamento al processo evolutivo, ha avuto modo di avvenire, tale processo si è sviluppato però ad una velocità tale, da sorpassare sicuramente i ritmi di adattamento psico-biologico della specie.

Mentalmente e fisicamente abbiamo ancora necessità ancestrali e antiche, intimamente connesse al nostro “essere” umani.

L’allenamento e la riconquista delle nostre facoltà fisiche, diventano così  anche un riappropriarsi psicologico delle nostre radici, di quel senso di benessere che ogni animale, padrone di vivere secondo la propria natura può provare.

Il mio interesse è quindi bilaterale. Da una parte è per me indiscutibile l’influenza che la mente può avere sul corpo, il sistema nervoso centrale (SNC) governa, ogni nostra azione e controlla le nostre membra. Dall’altra parte, il corpo, può inviare segnali al SNC. Più saranno appropriati, chiari, precisi, questi segnali, più “il cervello” funzionerà in modo efficiente, in un circolo virtuoso, un continuo e reciproco gioco a due tra corpo e mente, che crea una fusione di fatto, dimostrando ancora una volta che l’individuo, come tale è “un pezzo unico” per definizione.

Il limite tra corpo e mente si fa sottilissimo e cresce invece il mio interesse .

Comunicare, direttamente con un SNC attraverso chiari e precisi segnali, per ristorare la funzione, per vincere  Amnesie Motorie e Sensoriali (SMA) o reiterati schemi di riflesso di startle (riflesso di trasalimento) che fanno sentire costantemente il nostro corpo sotto minaccia (threat) generando così stress (threat response).

Questo mi affascina e mi stupisce ogni volta.

Questo voglio studiare, osservare e cercare di comprendere il più possibile. Sia un’atleta professionista, sia una madre che non riesce più a giocare con il suo bambino per un mal di schiena, la chiave di comunicazione con l’individuo si fà nodale.


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