D: Il fitness è per tutti?
R: No, solamente per chi consciamente, decide, attraverso un percorso, di curare salute e funzione.
Mettere al primo posto l’aspetto e una forma fisica, vista esclusivamente come “immagine” è fuorviante, può essere frustrante e può essere un risultato ottenibile prevaricando su salute e sviluppo di un corpo sano.
La funzione detta la forma e non viceversa. Il mercato del fitness, impone modelli (forme) e cerca di adattare delle mode di allenamento (funzioni o pseudo-tali).
Per creare forma fisica, su una solida base di funzione e salute ci vuole pazienza e volontà. Doti non comuni ma necessarie.
D: Devo allenarmi almeno un’ora per cinque o sei giorni la settimana?
R: No, 15 o 30 minuti, di allenamento effettivo, potrebbero bastare.
Tutto dipende dalla capacità di lavoro di un soggetto e dal suo stato psico/fisico attuale.
Il volume/carico di lavoro/allenamento, descritto nella domanda, potrebbe essere adatto per un soggetto ben allenato e in buona forma, poco, per un atleta d’elite, l’eccesso per la maggior parte dei comuni frequentatori di palestre.
D: Devo fare almeno 6 pasti al giorno e non posso nemmeno godermi un biscotto o un cioccolatino. Eppure devo farlo, se voglio perdere peso!?
R: No. Piccoli cambiamenti sostenibili portano al successo, tutto subito, tutto insieme, conduce alla confusione, a stress e ad un conseguente fallimento.
Non esistono diete pre-stampate, il numero giusto di pasti quotidiani, o alimenti “buoni” e “cattivi”. Esistono invece buon senso, e alimentazione appropriata.
Appropriata, significa, un’alimentazione cucita sulle esigenze, abitudini, necessità del soggetto stesso.
La dieta (e lo dice l’etimologia stessa del termine) è un percorso personale, deve essere ritagliata sull’individuo seguendo dei piccoli passi.
Cambiare delle abitudini radicate da anni,in molti casi, non è cosa semplice.
D: Non voglio diventare forte ed ho paura di diventare gonfia!
R: nella società attuale, la civiltà, ci ha regalato molti agi e comodità, sottraendoci però alcune umane abilità, la forza è una di queste.
Non parliamo di trainare un’autotreno o lanciare un tronco, parliamo, di un basico livello di forza, che ci consenta di far fronte alla vita reale, senza incappare in spiacevoli infortuni e problematiche.
Un corpo sano, possiede un livello di forza che gli permette di svolgere in sicurezza tutti quei compiti che potrebbero diventare per un sedentario medio “imprevisti e rischiosi episodi”.
Va da sé che un basico livello di forza, sottende un buon tono muscolare. Essere “gonfi”, come paventano molti soggetti, è possibile solo grazie all’uso di sostanze illegali, abbinate in ogni caso a un duro e preciso regime allenante ed alimentare.
D: … ma il tappeto fa dimagrire …
R: dimagrire, per me significa perdere grasso e ritenere muscoli. Mantenere la funzione e perdere quei chili che impedivano la stessa, esprimendola nel movimento.
Oggi è possibile costruire uno stato di forma fisica in maniera non funzionale.
ESEMPIO: Luigi usa una macchina per allenare le spalle, tutti i giorni, niente altro.
Facendola davvero breve, può darsi che svilupperà una buona massa muscolare nelle spalle, un certo livello di forza nelle spalle, a discapito di un corpo che non seguirà parimenti questo sviluppo.
Potrebbe essere un problema? Retorica …
Non solo, allenandosi, consumando calorie, potrebbe anche perdere peso, avendo l’illusione di essere più in forma, ma sarebbe un reale stato di forma?
Molti sarebbero i dogmi da sfatare. Certo queste poche simil FAQ non bastano.
Allenandovi in maniera sensata, sfaterete da soli ogni mito del fitness comunemente inteso, da un certo punto di vista sarà davvero impagabile! (troppo ironico?)
1 -Perché prestare così tanta attenzione sul movimento?
Il movimento è una naturale e umana espressione, muovendo il corpo nel modo più completo possibile ogni essere umano prende coscienza del sé.
E proprio la presa di coscienza del sé, a essere determinante. Che, un soggetto, usi l’attività motoria per riappropriarsi di un perduto benessere psicofisico, sia che il soggetto voglia aumentare le proprie prestazioni in ambito sportivo.
2 - Perché Z-Health ?
Z-Health come sistema, non è ancora molto noto, qui in Italia, non come lo è, invece, negli Stati Uniti.
L’unicità di questo sistema è la capacità di integrarsi con altri sistemi. Semplice. Quindi a mio avviso geniale.
Il Dott. Cobb ha sviluppato un sistema di lavoro che si adatta alle esigenze di svariati professionisti, andando sicuramente a aumentare l’interesse, e in proporzione, le capacità di ogni Trainer/Professionista che vi si affaccia.
Inizialmente mi ha attratto la costante attenzione per il movimento preciso.
Essendo un divoratore di bibliografia ex-sovietica, per quanto riguarda l’allenamento, la cosa mi ha coinvolto da subito. Rima di attendere alla R-Phase, continuavo a dirmi : “sotto deve esserci qualcosa di più…”. Beh le mie aspettative non sono state disilluse.
Un “kettlebell” o girya (dal Russo) è appunto un’attrezzo tradizionale russo, per l’allenamento, costruito in ghisa o acciaio. Denota una certa somiglianza con una palla di cannone a cui viene attaccata una maniglia.
Nell’annuario del Weightlifting (sollvevamento pesi olimpico) Sovietico del 1986 si legge : “ E’ difficile trovare uno sport che abbia radici così profonde nella storia del nostro popolo, come il kettlebell lifting”. Nella Russia Zarista, i kettlebells erano così popolari che ci si riferiva a sollevatori o a forzuti come girevik, ossia “coloro che utilizzano i kettlebells”
Ludvig Chaplinskiy in una rivista russa, dedicate alla cultura fisica, Hercules, datata 1913 scriveva : “nessun altro sport sviluppa la forza muscolare e il corpo come il kettlebell training”.
Vlasov, Zhabotinskiy, and Alexeyev due leggende del sollevamento pesi ai tempi del blocco Sovietico, comincirono la propria carrier proprio allenandosi con i kettlebells. Yuri Vlasov, che riuscì a sconfiggere il mitico Paul Anderson durante una rara intervista con un giornalista occidentale spinse sopra la testa un paio di kettlebells, sostenendo : “ …è molto difficle trovare un’esercizio come questo, che riesca sviluppare simultaneamente forza e flessibilità.
Gli stessi agenti delle forze speciali Sovietiche, famosi per agilità forza, resistenza e attitudine usavano regolarmente le kettlebells, tuttora utilizzate dall’esercito russo per sviluppare forza, mobilità e resistenza nei propri soldati.
6 - RKC, IKFF, sono confuso con queste sigle, ma i kettlebells non sono sempre uguali?
I kettlebells sono uno strumento un mezzo, non un fine.
La filosofia RKC è più votata a creare un sistema di allenamento, preciso, codificato, fatto di certezze e capisaldi, questa filosofia si traduce in un rigore formale preciso durante l’esecuzione del gesto tecnico (esercizi).
Le kettlebell sono viste come strumento per l’allenamento fisico, metodico e sistematico sintomo di risultati.
La filosofia IKFF è più sportiva, votata al Girevoy Sport, vera e propria disciplina di origine ex Sovietica, radicata nel popolo russo con una storia più che bicentenaria.
Nella persona di Steve Cotter, troviamo un atleta unico ed il suo modo di esprimersi fisicamente si traduce in ciò che insegna ai suoi allievi.
Uno stile più morbido, sportivo, votato alla performance ed alla conservazione di energia per prestazioni “time based”.
Due filosofie differenti, unite dagli stessi strumenti.
Poter avere una visione d’insieme è a mio parere interessante.
7 - Ma non sono pericolose le kettlebell? Non sono troppo vecchio per queste cose?
Soltanto un 8.8% deimigliori Girevik Russi , membri della Nazionale e di team regionali, hanno riportato infortuni direttamente riconducibili al kettlebel training ( Voropayev 1997).
Un numero piuttosto basso, effettivamente, se si pensa che parliamo di un manipolo di atleti di Elite, che costantemente spinge il proprio corpo verso il limite, per performare a livelli sopra la media. SI parla di regimi massimi dunque, non certo improntati alla salute quanto alla performance.
Ogni strumento/attrezzo, ogni forma di esercizio, se usato in maniera non corretta e con poca attenzione può creare infortuni. Allenarsi con buon senso e attenzione è fondamentale nel kettlebell training, buon senso e attenzione sono fondamentali nella vita, oserei aggiungere.
L’età nelle competizioni và dai 16 ai 53 anni. Parliamo sempre di atleti agonisti, il limite massimo si allarga quindi ampiamente, se consideriamo una popolazione atletica di non agonisti, che non necessitino di performance a livelli estremamente alti per i normali parametri fisici umani.